Gli Esercizi spirituali ignaziani di una settimana sono un itinerario spirituale che tende a far sperimentare un’intima unione con Dio in sé e con gli altri. Grazie a tutto ciò che offre Villa La Nuza, sono vissuti, nel silenzio, nell’ascolto della Parola di Dio attraverso vari modi di pregare e un accompagnamento spirituale quotidiano. Queste proposte sono di una settimana circa, ma offriamo anche ritiri di soli tre giorni.

Quali frutti si ricavano dalla esperienza degli esercizi?

«Intanto l’esercitante entra nella profondità della propria vita interiore e grazie al raccoglimento e al contatto vivo con la Parola di Dio questa vita si riordina e guarisce in tanti suoi aspetti. Il segreto è l’Amore rigenerante di Dio che viene percepito con forza e con un’efficacia imprevedibili.

La persona arriva anche a conoscersi meglio e ad imparare una serie di “trucchetti” che lo aiuteranno a coltivare la relazione con Dio nella propria vita quotidiana. La familiarità con Dio, in intimità e creatività, lo porteranno ad affrontare le sfide di ogni giorno con un “amico invisibile” al suo fianco. Questo, visti i tempi, non è poco.

Infine la scuola degli esercizi vuole strutturare interiormente e “far venire alla luce” un uomo o una donna di servizio, un uomo o una donna “per gli altri”, arrivando a farci prendere consapevolezza a quale chiamata dobbiamo, nell’esigenza dell’amore, rispondere per “giocarsi” fino in fondo in questo viaggio esistenziale che è la nostra vita.

È un immenso beneficio potersi avvicinare a questa esperienza. Ignazio ha sentito che questo beneficio doveva essere disponibile nei secoli, e così, con i suoi compagni, ha fondato la Compagnia, che di questa spiritualità è custode e promotrice. La Compagna la promuove innanzitutto vivendole su sé stessa, cioè giocandosi fino in fondo nelle sfide che sono quelle del nostro tempo, servizio della fede e promozione della giustizia, per attivare dinamiche coraggiose di riconciliazione nel mondo, cioè dovunque la convivenza umana porti le ferite dell’odio e dell’isolamento. Senza tentennamenti, senza soluzioni di comodo. Perché questo significa fare delle scelte.»

P. Renato Colizzi s.i. (fonte: gesuiti.it)